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L’Igea Virtus è ad un passo dal baratro. Inutile nasconderlo: la situazione rimane grave e salvo colpi di scena (che auspichiamo) domani il glorioso team della città del Longano non sarà iscritto al prossimo campionato di serie D. La deadline è fissata per le 18 di domani pomeriggio: entro quell’ora dovrà essere inoltrata la domanda di iscrizione telematica al torneo di quarta serie, allegando la fidejussione da 31 mila euro e poco meno di 17 mila euro di oneri per l’ammissione alla serie D. Ad ormai un giorno dalla scadenza del termine per l’iscrizione, non s’intravedono soluzioni né spiragli che possano far sperare il popolo di tifosi e sportivi igeani che è in ansia per le sorti della propria squadra del cuore. Servirebbe uno scatto d’orgoglio, un’impennata guidata dalle istituzioni che salvi il salvabile: ovvero l’iscrizione della squadra in serie D. Mentre altrove parlano di ritiro, allenatori ed è entrato nel vivo il calciomercato, a Barcellona Pozzo di Gotto l’ambizione massima è una soltanto: l’iscrizione al campionato di serie D che salverebbe l’Igea Virtus.L’Igea Virtus è davvero un patrimonio storico di importanza capitale della città del Longano. Serviva e serve, anche in extremis, un impegno concreto e reale della politica di questa città, a tutti i livelli. Barcellona ha cinque politici di alto rango: due parlamentari (il sottosegretario Alessio Villarosa ed Ella Bucalo) e ben tre deputati regionali, Tommaso Calderone, Antonio Catalfamo e Pino Galluzzo. Bisogna dire le cose come stanno: sinora nessuno di loro ha mosso un dito anche stesso dicendo “Ma qual è la situazione dell’Igea Virtus?”, “Proviamo a fare qualcosa”. Non diciamo che dovevano trovare una soluzione (in fondo non hanno la bacchetta magica i nostri onorevoli e per fare calcio in serie D servono i quattrini). E’ pure vero però che è mancato il minimo impegno (almeno finora) per provare a dare un futuro societario all’Igea Virtus. Immobilismo totale anche da parte del consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto mentre altrove addirittura convocano sedute straordinarie dei civici consessi per salvare le squadre di calcio delle proprie città. Il sindaco Materia, l’assessore allo sport, Antonio Raimondo e l’intera giunta municipale, hanno sempre affermato di potere fare ben poco se non sollecitare il tessuto imprenditoriale e commerciale dell’hinterland barcellonese. Sollecitazioni evidentemente non andate a buon fine visto e considerato che l’Igea Virtus è ad un passo dal baratro.Qualora si arrivasse domani alla mancata iscrizione (purtroppo è lo scenario più probabile al momento) ci saranno modi e termini per fare processi ed attribuire responsabilità a tutti i livelli. Certo che la seconda cancellazione in otto anni certificherebbe la “pochezza” barcellonese in ambito calcistico: assurdo pensare che questa città, che conta 45 mila abitanti ed un vasto hinterland, non riesca a mantenere la propria squadra di calcio. In tutto questo la vittima sono i tifosi: sui social non nascondono la propria indignazione per una morte che appare vicina ma che non è ancora certa. Ed allora tutti ci aggrappiamo alle prossime ore di speranza, con l’auspicio di una buona nuova. E’ giusto però non illudere nessuno: la situazione, purtroppo, rimane drammatica.