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Una ricerca, una ricostruzione documentale, un modo diverso di rappresentare un fatto di cronaca e renderlo appetibile al lettore curioso e sensibile, una lettura per lo storico attento, per i familiari dei protagonisti, per gli uomini e le donne: è questo che il libro “Una Rosa Bianca”, pubblicato da Giambra Editori con illustrazioni di Andrea Sposari, dedicato a Graziella Recupero.Uno scritto, curato dalla nostra caporedattrice Flaviana Gullì e da Gaetano Mercadante, che altro non è che un romanzo liberamente ispirato alla storia di una nostra compaesana. La ricostruzione storica, che a tratti si fonde con colorati colpi di penna intinti di morale e sensibile voce narrante, ha in serbo un velato intento di far luce su un atto processuale ormai datato, ma purtroppo sempre attuale. Il racconto lungo è, per gli autori, un omaggio e non ha pretese alcune se non quelle di ricordare Graziella e lasciare ai posteri lo spunto per una riflessione profonda, affinchè gli uomini incapaci di amare non si trasformino in abominevoli assassini, affinchè le donne sappiano che esiste la possibilità di incappare in esperienze poco piacevoli che rivelano un mondo diverso da quello in cui tutte speriamo di vivere.
La lettura messa a punto da Gullì e Mercadante offre una parentesi breve ma intensa, profonda e allo stesso tempo leggera. I personaggi e gli episodi sono quasi tutti veri e solo qualcuno verosimile. Lo stesso vale per gli episodi narrati. Alcuni nomi riportati, per rispetto della privacy, sono frutto di fantasia, tranne quelli per cui gli autori sono stati autorizzati con tutte le liberatorie necessarie. Non una biografia quindi, ma una ricostruzione affidabile degli eventi che portarono all’assassinio di Graziella. I documenti rinvenuti e studiati, poi ricostruiti in questo scritto, dettano il realizzarsi di un evento che non si può configurare come femminicidio ma porta in serbo i caratteri sia di questo che del c.d. Delitto d’onore. Il fenomeno, purtroppo, si ripete nel tempo e in ogni luogo e Barcellona Pozzo di Gotto non rimane inerme ad uno dei cancri dei nostri giorni. Anche negli ultimi anni, la nostra cittadina è stata, dati di cronaca alla mano, vittima di episodi molto simili.
L’affollato Auditorium San Vito di Barcellona Pozzo di Gotto, che ieri sera ha ospitato la presentazione di “Una Rosa bianca”, ha visto la partecipazione dei familiari di Graziella Recupero: il fratello Elio con la rispettiva consorte, la moglie di Pino e Silvano che ha inviato una lettera di ringraziamento agli autori. L’incontro, inusuale e reso magistralmente originale ed emozionante grazie alla regia di Giuseppe Pollicina e alle interpretazioni degli attori del Laboratorio Teatrale “Tanti Amici”, è stato tradotto in lingua LIS dalla gentilissima Domenica Milone. La sala è stata arricchita dai ritratti dell’artista Andrea Sposari e quello di Graziella Recupero, in possesso dell’editore del libro Giambra Editori, è stato donato alla famiglia a conclusione della serata.A portare i saluti dell’Amministrazione Comunale è stata l’Assessore Angelita Pino, la quale ha introdotto il tema sia dal punto di vista sociale che legislativo. È seguita la proiezione della video-intervista ad Emilio Isgrò, ex compagno di classe di Graziella che, tra gli altri, è stato quello che ha concesso l’intervista video.
Uno spaccato di storia, ripreso da un fatto di cronaca datato ma sempre attuale che narra di una delle piaghe sociali più temute del nostro tempo, lo stalking sfociato nell’assassinio della vittima, è stato uno dei temi trattati dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Emanuele Crescenti, il quale ha anche lanciato un appello alle associazioni anti-violenza del territorio affinchè tornino a fare il lavoro di assistenza ed incoraggiamento alle vittime per trovare la forza di denunciare, “così come avevano fatto bene fino a qualche anno fa” - ha puntualizzato Crescenti. Dopo di lui e prendendo spunto dalla seconda delle suggestioni degli attori, ci si è soffermati sulla vita di Graziella tra la famiglia e la città di Barcellona, sulla vita di una donna qualunque. In particolare, la dott.ssa Maria Luisa Poma, psicologa e psicoterapeuta, si è soffermata su come sono cambiati i rapporti uomo-donna nell’ultimo cinquantennio e sulle dinamiche sociali che hanno influito sulle mutazione delle relazioni.
Altra corda toccata, è stata quella di leggere in un fenomeno atipico e brutale, una certezza che conduce queste donne alla morte per mano di uomini incapaci di amare: l’evoluzione di un rapporto malato. Se l’amore si ammala, l’amore non è più un sentimento ma si evolve in patologia e come tale, il più delle volte, è considerato come attenuante. Su questo aspetto si è soffermato il Dott. Nunziante Rosania, ex direttore dell’O.P.G. “Vittorio Madia” di Barcellona Pozzo di Gotto che ha intrattenuto i presenti con riflessioni interessanti. “A influire su fenomeni come questi - ha dichiarato - è di certo la mentalità, la società, le donne che, deboli, hanno voluto uomini forti prima e che adesso, protagoniste della scena, mandano in tilt la personalità maschile. Dal’altra parte, l’incombenza della nostra società di banalizzare tutto e psicoanalizzare ogni persona che rende tutto davvero molto complicato, soprattutto la riabilitazione di chi è stato capace di commettere violenze”.
La tavola rotonda e le riflessioni esternate durante la serata sono state di estrema importanza e profondità, trasformandosi in prova che la volontà di Flaviana e Gaetano di voler portare alla luce questo episodio e rendere omaggio a Graziella Recupero, si sono tradotti in qualcosa di molto più ambizioso: un omaggio alla città, alla storia, alla cronaca, una messa agli atti, una presa di coscienza che quanto è avvenuto deve essere ricordato non per dare importanza a chi ha agito in malafede, ma per dare lustro a chi è rimasto vittima, affinchè il sacrificio non rimanga vano ma sia promotore di cambiamento di mentalità.La serata si è conclusa con l’omaggio di un mazzo di rose bianche alla famiglie che verrà deposto sulla tomba di Graziella Recupero, a cura degli artisti guidati da Giuseppe Pollicina, regista e attore nei panni di Antonio coadiuvato da:
Le Madri: Tania Alioto, Valeria Di Brisco, Lucia Sottile, Giusy Mirabile; Graziella: Ludovica Fazio; le voci del Laboratorio Teatrale Tanti Amici con Cinzia Livoti, Grazia Rifici, Maria Concetta Puglisi Noemi Otera, Nino Pollicina, Sabrina Giambra, Sophia Sottile, Dalila Donato, Giosy Scarpaci, Giuseppe Calabrese, Maria Bucca, Elena Bucca, Rosalia Cattafi, Rosario CambriA; Mezzosoprano: Silvia Pianezzola; alla Chitarra: M° Francesco Picciolo; al Clarinetto: M° Giuseppe De Luca.