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Ogni sabato sera, lo stesso luogo, gli stessi amici e tante possibilità di divertimento
"Non solo i ragazzini, ma anche gli adolescenti, rischiano di perdere il controllo della loro vita ogni sabato sera". Sono le parole di tanti adulti che poco condividono il comportamento dei giovani quando, la sera del sabato, affollano i luoghi del piacevole “ritrovarsi” e si rendono protagonisti di comportamenti più o meno aggressivi e autodistruttivi. Ma non è ovunque così.I giovani barcellonesi e gli adolescenti di molte zone limitrofe, da quando si ritrovano nella zona dell’ex Vecchia Pescheria, in Piazza Trento o ai giardinetti dell’ex Stazione, amano passare la sera del sabato in gruppo, per intrattenersi, per condividere idee e musica, per dare significato al loro tempo libero.C’è anche, inutile negarlo, chi cerca lo stordimento euforico attraverso l’alcool, ma l’alterazione dello stato di coscienza, in pubblico, raramente raggiunge livelli critici, anche per il controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine, soprattutto nei pressi dei locali e dei luoghi di aggregazione.Per gli adolescenti, infatti, vivere all’interno del gruppo è di aiuto alla maturazione della propria identità, all’esplorazione delle proprie possibilità, al confronto svincolato dai condizionamenti della quotidianità.Le “confessioni” più ravvicinate comunicano che il partire insieme, il ritrovarsi là, su una panchina o su un muretto, di fronte alla cartoleria di Giannetto, vicino ai giardinetti dell’ex Stazione, per parlare di ciò che più piace è una scelta irrinunciabile, oppure, andare nell’ex Vecchia Pescheria, sedersi al tavolo di un bar, ad esempio Perditempo, o di una pizzeria Tiho, Friù, Triskele per gratificarsi anche con una semplice bottiglia di birra, di preferenza Corona, Heineken o Tennent’s, è un contagioso “passatempo”.Là dove c’è tanta folla, là dove vanno tutti, infatti, ciascuno trova il suo spazio e la possibilità di divertimento.Il nervosismo non manca, forse anche per i vincoli che i genitori pongono ai più giovani, ma la libertà di vivere momenti di piacere non altera i volti degli adolescenti, sempre sorridenti ed euforici. Sara, studentessa liceale di soli 14 anni, dice “non riesco a capire perché debba rientrare a casa alle ore 23,00”, “sono in compagnia dei miei amici e non facciamo nulla di male: parliamo, passeggiamo, ridiamo e ci resta appena il tempo di un veloce panino al Dop “.Ciò nondimeno il sabato sera, dalle ore 20,30, è un ritrovarsi, uno stare insieme agli altri, alla friggitoria, alla pizzeria o al bar, o più semplicemente in strada per parlare “di tutto di più “, per un tempo più o meno lungo, che porta con sé il piacere di essere tra i “cercatori” delle luci, della musica, del divertimento… nelle ore della notte.Chi non riesce a comprendere il perché qui, come in tanti altri luoghi di altre città, accada tutto questo, ovvero perché gruppi sempre più numerosi di adolescenti si catapultino nei luoghi della movida notturna, non ha compreso che, per il tempo presente, questo comportamento dei giovani è una “scelta di libertà” incontrovertibile.Sottile DomenicoClasse IV FIIS “E. Medi” Liceo delle Scienze Applicate