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I tre arrestati hanno agito in un paio d’ore: su quattro tentate rapine, due sono andate a segno

Autore: . Pubblicato il 22 Marzo 2019. Inserito in Cronaca, Primo Piano.

La banda di rapinatori raggiunti oggi dalla misura cautelare, con l'ordinanza eseguito stamattina dalla Polizia di Stato, hanno agito in un solo pomeriggio, quello del 2 febbraio 2019, prendendo di mira quattro supermercati del comprensorio tirrenico. Ad incastrarli sono state le indagini condotte dai poliziotti del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto, diretti dal vice questore Antonio Rugolo. La misura degli arresti domiciliari è stata disposta a carico di Massimo Cuttone, 24 anni, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, ma residente a Falcone, e di Antonio Munafò, nato a Milazzo, ma residente a Messina. E' invece stato notificato in carcere il provvedimento a carico del terzo componente della banda Gabriele Alfano, messinese di 24 anni, già detenuto per altre rapine consumate in riva allo Stretto.La banda ha agito il 2 febbraio scorso, partendo dal supermercato Conad di Portorosa di Furnari, sulla strada  statale 113. Il rapinatore è entrato nel locale e sotto la minaccia di un pistola ha intimato alla cassiera di consegnare il contente. La dipendente ha però avuto un malore e l'uomo è fuggito a mani vuote. Nel loro tour malavitoso, i tre ragazzi, a bordo di un'Alfa Romeo 147 griglia, hanno raggiunto Barcellona, dove hanno tentanto una rapina al supermercato MD nella zona industriale di Sant'Andrea, fallito per la temerarietà del cassiere, che non ha probabilmente notato l'arma impugnata dal rapinatore e non ha dato seguito alla richiesta di consegnare il denaro in cassa,  provocando la fuga del malvivente, che probabilmente temeva di perdere tempo e di essere individuato. Fallito anche questo colpo, si sono diretti al Maxi Sidis di via Barcellona Castroreale in contrada Nasari, dove si ono fatti consegnare circa 600 euro e poi hanno raggiunto il supermercato di Torregrotta, con un analogo bottino.La dinamica dell'azione dei rapinatori era simile e si è sviluppata nell'arco di mezz'ora l'una dall'altra. Uno, l'esecutore materiale, irrompeva a volto scoperto abbigliato sempre allo stesso modo con una pistola con la quale minacciava gli venisse consegnato il denaro in cassa. Gli altri stavano ad attenderlo fuori su un'Alfa Romeo 147 grigia per agevolargli la fuga e passare velocemente all'obiettivo successivo. La indagini dei poliziotti del Commissariato di Barcellona P.G., coordinate dalla locale Procura ricostruiscono nel dettaglio quanto accaduto nel pomeriggio di quel giorno. Si acquisiscono le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nei luoghi, si ascoltano le vittime e testimoni, si intensificano i controlli sul territorio alla ricerca dell'autovettura in uso ai tre criminali. Il primo passaggio è stato proprio l'individuazione a distanza di 4 giorni dell'auto, ferma su una pubblica via della città del Longano. Stesso modello, stessa targa, stesso colore, stesse peculiarità, evidenziate dall'attenta visione delle registrazioni. Viene convocato il proprietario del mezzo, Massimo Cuttone, già sospettato insieme agli altri si essere l'autore dei colpi, che messo alle strette racconta tutta la sequenza delle rapine. A riscontro della sua narrazione si analizzano i tabulati telefonici dei cellulari dei membri del gruppo oltre che le celle agganciate da quelle utenze. Cuttone quindi era l'addetto alla guida, con al suo fianco Antonio Munafò, con il ruolo di palo di Gabriele Alfano, ritenuto l'autore dei 4 episodi delittuosi. Gli arrestati hanno affidato la loro difesa all'avvocato Gaetano Pino e sono in attesa dell'interrogatorio di garanzia che si terrà nei prossimi giorni.