Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

School 24live. Storia di un teatro dimenticato

Autore: redazione. Pubblicato il 21 Febbraio 2014. Inserito in Rubriche, School Live.

Sin dall’antica Grecia il teatro è stato il simbolo della cultura, basti pensare a Eschilo, Sofocle e Euripide. Nel corso dei secoli il teatro ha sempre mantenuto questo ruolo con le opere di autori quali Shakespeare, Molìere , Goldoni … Nella città di Barcellona Pozzo di Gotto invece si continua a parlare di promozione della cultura, come viene sottolineato in varie occasioni , ma il luogo simbolo per eccellenza della cultura, che dovrebbe essere il teatro, continua a rimanere chiuso. Il teatro a Barcellona ha infatti una storia molto travagliata. Il primo venne edificato nel 1844 e inaugurato per la prima volta nel 1845 con il nome di “Teatro Comunale” nell’area dove attualmente sorgono i giardini Oasi. Fu successivamente intitolato, su suggerimento del consigliere Filippo Rossitto, a Placido Mandanici, musicista barcellonese vissuto tra il 1799 e il 1852. Dopo essere stato fortemente danneggiato dal terremoto, che ha devastato Messina nel 1908,venne ricostruito durante il ventennio fascista. Il 31 Maggio 1967 fu distrutto da un incendio, probabilmente di matrice dolosa. Dopo la demolizione del vecchio locale sito in Piazza San Sebastiano, iniziò, su progetto dell’architetto Giovanni Leone, la costruzione del nuovo teatro Mandanici, e per la sua realizzazione fu scelta un’area all’interno della villa “Primo Levi”. Durante la costruzione ci furono diversi inconvenienti dovuti, sia alla natura argillosa del terreno, che determinò un aumento non indifferente dei costi, sia a diversi atti vandalici. Nel 1986 il teatro venne inaugurato a cantiere aperto con un primo spettacolo che però non fu seguito da altri. La svolta decisiva per la realizzazione avvenne nel 2010 , quando fu presentato un nuovo progetto di ristrutturazione dell’edificio, nel frattempo caduto in degrado. Nel 2012, finiti i lavori, il teatro ebbe il suo secondo spettacolo durante l’inaugurazione, però l’opera mancava ancora della cabina elettrica esterna e di alcune certificazione necessarie. L’edificio, che è venuto a costare cinque milioni e trecentomila euro circa, è a tutt’oggi inutilizzabile proprio perché mancano ancora i certificati di sicurezza necessari. Uno specifico interesse nel promuovere la cultura avrebbe richiesto un maggiore impegno nell’adoperarsi per sveltire le pratiche, invece sembra si stia agendo come colui che aspetta che le cose accadano da sole. Nel frattempo il teatro e la villetta circostante versano nel degrado, quindi al momento dell’apertura, se mai ci sarà, avranno bisogno di essere ripuliti e forse anche ristrutturati. Proprio a causa della mancanza del teatro le associazioni culturali sono costrette ad utilizzare, per gli eventi e le manifestazioni, o l’auditorium di San Vito o il teatro dell’oratorio salesiano, spazi belli, ma sicuramente poco capienti e non adatti a tutti i tipi di eventi. Un teatro funzionale potrebbe ospitare un’ampia gamma di eventi culturali interessanti, di tipo teatrale, musicale, operistico, letterario…, che potrebbero realmente essere il motore di una cultura aperta a tutta la cittadinanza. Rosanna Di Pietro I.I.S. Medi Liceo Classico “L. Valli” Classe IV C (ex II C)