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Diete ad effetto.. yo-yo

Autore: Dott.ssa Rossana Bilardo. Pubblicato il 25 Novembre 2012. Inserito in Medicina e Salute.

Con la definizione di “effetto yo-yo”, o sindrome del peso ciclico, si fa riferimento ad un rapido calo ponderale, conseguente a regimi dietetici fortemente ipocalorici, seguito da una fase di stallo ed un altrettanto rapido recupero del peso perso. Durante la fase di restrizione alimentare si osserva non solo una riduzione della massa grassa di un individuo ma anche di massa muscolare. Per adattarsi al ridotto intake calorico, l’organismo mette in atto una sorta di difesa volta a contenere la spesa energetica riducendo il metabolismo basale (proporzionalmente alla perdita di massa magra ed in particolare di muscolo scheletrico), la velocità di ricostruzione dei tessuti, la produzione di calore (termogenesi), inibendo così quell’ulteriore dispendio energetico che permetterebbe la perdita di grasso con conseguente blocco di calo ponderale. Normalmente, il basso apporto nutritivo non è una condizione che un individuo è in grado di mantenere a lungo e così tende a riacquistare il peso, innescando un circolo vizioso caratterizzato da meccanismi mentali e comportamentali di compensazione responsabili delle fluttuazioni. L’aspetto importante da sottolineare è che la maggior parte del nuovo recupero ponderale è soprattutto grasso e non massa muscolare.In passato si riteneva che il lento recupero della massa magra fosse dovuto ad un inadeguato apporto proteico o di altri nutrienti comunque necessari, oppure ad una assunzione energetica superiore alle richieste dell’organismo. In realtà, questo meccanismo si presentava anche se il soggetto seguiva una dieta bilanciata. Di recente, è stato riconosciuto che nella regolazione del peso corporeo dei Mammiferi interviene la cosiddetta termogenesi adattiva, alla cui base sono stati ipotizzati due distinti sistemi di controllo: un sistema non-specifico affidato al sistema nervoso simpatico, modulato dall’apporto energetico e dalla composizione qualitativa della dieta (termogenesi indotta dalla dieta, TID), dalla carenza di specifici nutrienti, dall’esposizione al freddo (in questo caso il calore prodotto serve per mantenere costante la temperatura degli organi interni) o alle infezioni, stress fisiologici; un sistema specifico, dipendente dai livelli di grasso depositato, chiamato termogenesi adiposo-specifica, caratteristico del muscolo scheletrico.Durante la fase di restrizione alimentare e successiva rialimentazione si ha la soppressione della termogenesi adiposo-specifica, con conseguente risparmio di energia che verrà piuttosto indirizzata alla ricostituzione delle scorte di grasso, agendo da acceleratore per il recupero del tessuto adiposo. Questo meccanismo viene inibito per segnalare al muscolo di non attivare in modo cospicuo la sintesi proteica, rallentando in tal modo il recupero della massa magra a favore di quella grassa. In queste condizioni il metabolismo si mantiene ancora inefficiente per rispondere all’aumento dell’apporto alimentare. Solo dopo il completo recupero dei livelli dei grassi di deposito si avrà la ricostituzione della massa muscolare e riattivazione dei processi di termogenesi, l’aumento del metabolismo basale e il consumo del tessuto adiposo. È ragionevole supporre che questo sia un primitivo sistema di sopravvivenza dell’uomo, in quanto il grasso è un tessuto caratterizzato da una maggiore densità energetica e un minor costo di mantenimento rispetto a quello muscolare, e consentirebbe ad un individuo di recuperare rapidamente le riserve energetiche nell’eventualità di una successiva carenza di cibo. Certamente la comprensione di questi meccanismi permette un approccio diverso rispetto alle diete drastiche o fai-da-te.